Il burnout degli insegnanti è ormai una crisi in piena regola, ma le soluzioni spesso si concentrano sulla resilienza individuale piuttosto che affrontare le questioni sistemiche che portano gli insegnanti al punto di rottura. Le infinite richieste di cura di sé, seminari sulla gestione dello stress ed esercizi di gratitudine non colgono il problema principale: le scuole chiedono prestazioni insostenibili agli insegnanti con risorse sempre più ridotte e aspettative irrealistiche.
Secondo il dottor Damian Vaughn, psicologo organizzativo ed ex giocatore della NFL, la risposta non riguarda i meccanismi di coping individuali; si tratta di ridisegnare radicalmente gli ambienti in cui avviene l’insegnamento. “Chiediamo alle scuole di fare cose quasi impossibili con risorse sempre più ridotte”, afferma senza mezzi termini Vaughn.
Perché la resilienza fallisce quando il sistema è truccato
La ricerca di Vaughn sui team ad alte prestazioni – dallo sport all’esercito – rivela un’intuizione fondamentale: le prestazioni durature si basano su ritmo, recupero, chiarezza, fiducia e scopo condiviso. A differenza delle scuole che operano in base a richieste costanti e urgenza incessante, le organizzazioni di successo danno priorità al riposo tanto quanto allo sforzo.
I team migliori periodizzano l’allenamento, alternando lavoro ad alta intensità con recupero attivo perché capiscono che l’adattamento avviene durante il riposo, non solo durante lo sforzo. Le scuole ignorano questo principio fondamentale e poi si chiedono perché i tassi di burnout siano così alti.
La leadership deve dare priorità alla presenza piuttosto che alla pressione
La vera leadership non consiste nel guidare di più; si tratta di creare condizioni in cui le persone possano prosperare. Un leader che guida dalla “presenza” – vedendo veramente le persone come esseri umani, non solo come risorse dispiegabili – crea una dinamica completamente diversa.
La pressione restringe l’attenzione e innesca risposte alla minaccia, soffocando la creatività. La presenza espande l’attenzione, attivando il sistema nervoso parasimpatico, favorendo la collaborazione e il pensiero di ordine superiore.
Lo stato emotivo di un leader è contagioso. Un leader cronicamente stressato infetta l’intero edificio con il panico, mentre un leader regolato crea stabilità. I cambiamenti di maggiore impatto non provengono da nuovi programmi ma dal fatto che i leader danno priorità al proprio benessere.
Proteggere l’attenzione: la risorsa più rara nell’istruzione
Nell’istruzione moderna l’attenzione è più scarsa del denaro o del tempo. Per proteggerlo sono necessari confini spietati: meno obiettivi, priorità più chiare, riunioni più brevi e “no” strategici. I periodi di recupero espliciti non sono negoziabili.
I leader devono celebrare la ripresa, non solo lo sforzo, normalizzare le pause e modellare essi stessi i confini. Le migliori scuole comprendono che il rinnovamento strategico – cicli di sforzo e riposo – è essenziale per prestazioni sostenibili. Non puoi correre una maratona.
Gli effetti a catena di un sistema sano
Quando le scuole danno priorità all’attenzione e all’energia, i risultati sono misurabili: la fidelizzazione degli insegnanti migliora, il comportamento degli studenti si stabilizza e la capacità creativa di risolvere i problemi aumenta. Queste non sono “competenze trasversali”; è il lavoro di leadership più difficile perché inizia con l’autoregolamentazione.
Nelle aule dove le condizioni sono giuste emerge un tranquillo ronzio di attenzione condivisa. Gli studenti passano dal seguire le indicazioni alla generazione di intuizioni e gli insegnanti passano dal gestire al catalizzare. La lezione diventa un dialogo, l’umorismo e la connessione fioriscono e sia gli insegnanti che gli studenti perdono la cognizione del tempo nel flusso collaborativo.
Per gli insegnanti che soffrono di burnout: non è colpa tua
Il burnout non è un fallimento personale; è un messaggio dal tuo sistema nervoso. Non sei debole o poco impegnato; stai operando in un sistema fondamentalmente insostenibile.
Inizia in piccolo: recupera l’autonomia, riconnettiti con la tua passione originale e proteggi anche le più piccole sacche di vitalità. Abbassa l’asticella della perfezione e alza l’asticella della presenza. Non è necessario riparare il sistema; devi prenderti cura del tuo benessere.
L’insegnamento può ancora essere significativo e vitale, ma il percorso non consiste nel fare di più, bensì nel creare lo spazio affinché la vitalità ritorni.


























