Gli ambienti in cui apprendiamo modellano profondamente le nostre esperienze e i nostri risultati, ma le scuole spesso restano indietro nell’adottare una progettazione efficace. L’architetto e designer danese Kurani, autore di The Spaces That Make Us, sostiene che molte scuole rimangono radicate in modelli obsoleti, simili a quelli di fabbrica, che danno priorità al controllo piuttosto che alla promozione del vero apprendimento. Il suo progetto, il design “Baaham”, enfatizza la connessione vitale tra le persone e l’ambiente circostante: una relazione reciproca in cui gli spazi influenzano il comportamento e viceversa.
L’eredità dell’educazione modello fabbrica
Per decenni, la progettazione scolastica è stata dominata dall’efficienza piuttosto che dall’equità. Le aule sono state costruite per gestire grandi gruppi, non per favorire la crescita o la collaborazione individuale. Ciò deriva da una mentalità dell’era industriale in cui l’istruzione era vista come un mezzo per produrre lavoratori standardizzati. Sebbene alcune scuole siano migliorate, molte continuano a perpetuare questo modello, ostacolando inavvertitamente la creatività e il benessere.
I sette principi del design Baaham
L’approccio di Kurani non riguarda l’estetica; è una questione di funzionalità. I suoi sette principi, nati da decenni di esperienza architettonica e intuizioni interdisciplinari, forniscono un quadro per la creazione di ecosistemi di apprendimento che funzionano davvero. Questi principi sono:
- Guarda dentro: Comprendi prima le esigenze specifiche degli studenti, poi progettale verso l’esterno.
- Risolvi problemi importanti: concentrati su soluzioni pratiche, non su uno stile superficiale.
- Progettare per il cambiamento: Riconoscere che l’istruzione si evolve e che gli spazi dovrebbero adattarsi di conseguenza.
- Segui la natura: incorpora elementi naturali per migliorare il benessere (illuminazione, acustica, panorami).
- Abbraccia i dettagli: Piccoli tocchi attenti possono migliorare significativamente la funzionalità e la bellezza di uno spazio.
- Costruire in modo ecologico: dare priorità ai materiali sostenibili e ridurre al minimo l’impatto ambientale.
- Zoom indietro: considera il contesto più ampio: quartiere, comunità ed effetti a lungo termine.
Perché questi principi sono importanti
Queste non sono solo idee teoriche; sono direttamente collegati alla funzione cognitiva e al benessere emotivo. Una scarsa illuminazione può causare affaticamento degli occhi e compromettere la messa a fuoco. Una cattiva acustica porta a distrazione e stress. Gli ambienti sterili soffocano la creatività. Dando priorità alla progettazione incentrata sull’uomo, le scuole possono creare spazi che supportano l’apprendimento, la collaborazione e il senso di appartenenza.
Oltre il progetto: passaggi attuabili
L’implementazione di questi principi non richiede sempre massicce ristrutturazioni. Semplici cambiamenti possono fare la differenza:
- Illuminazione: massimizza la luce naturale e integrala con illuminazione artificiale a spettro completo.
- Acustica: utilizza materiali fonoassorbenti per ridurre le distrazioni dovute all’eco e al rumore.
- Flessibilità: Progetta spazi che possono essere facilmente riconfigurati per diverse attività.
- Integrazione con la natura: Incorpora piante, materiali naturali e aree di apprendimento all’aperto.
Il quadro più ampio: il design come sistema
Kurani sottolinea l’importanza di vedere il design come parte di un sistema più ampio. Una scuola non esiste isolatamente; interagisce con la sua comunità e l’ambiente. Una scuola ben progettata dovrebbe essere accessibile, invitante e integrata nell’ambiente circostante. Questo approccio olistico non solo migliora i risultati dell’apprendimento ma rafforza anche il tessuto sociale della comunità.
In definitiva, ripensare gli spazi di apprendimento non riguarda solo l’estetica o la funzionalità; si tratta di riconoscere che l’ambiente costruito modella profondamente il comportamento umano. Abbracciando la progettazione intenzionale, possiamo creare scuole che alimentano la curiosità, promuovono la collaborazione e danno potere alla prossima generazione.


























