Bufala generata dall’intelligenza artificiale: i cavalli selvaggi della Carolina del Nord non erano avvolti nell’isolamento

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Un recente post virale sui social media ha affermato falsamente che i volontari a Corolla, nella Carolina del Nord, stavano avvolgendo i cavalli selvaggi in materiale isolante e nastro adesivo per proteggerli dal freddo estremo. Il post, ampiamente condiviso su Facebook, raffigurava cavalli avvolti in quelli che sembravano materiali termici, suscitando preoccupazione tra migliaia di utenti. Tuttavia, l’intera storia è un’invenzione: le immagini sono state generate dall’intelligenza artificiale (AI).

L’affermazione virale

Il post falso, attribuito a un’organizzazione inesistente chiamata “Outer Banks People”, chiedeva donazioni di materiale isolante e nastro adesivo per sostenere i loro sforzi. Le immagini, sebbene apparentemente realistiche, erano in realtà parte di una bufala guidata dall’intelligenza artificiale. Il profilo dietro il post conteneva anche altre bizzarre immagini generate dall’intelligenza artificiale, tra cui un roditore in tuta da prigione e un ibrido cavallo-sfinge, che sollevavano immediatamente segnali d’allarme.

Sfatato dagli esperti

Chris Winter, amministratore delegato del Corolla Wild Horse Fund, ha confermato che le immagini erano del tutto false. “È un peccato che questi post continuino ad essere pubblicati, poiché creano una preoccupazione considerevole e diffusa per il benessere dei cavalli”, ha affermato. L’incidente evidenzia quanto facilmente i contenuti generati dall’intelligenza artificiale possano ingannare il pubblico, anche quando sembrano plausibili.

Il crescente problema dei contenuti sulla fauna selvatica generati dall’intelligenza artificiale

Questa bufala arriva dopo che uno studio di Conservation Biology dello scorso anno ha messo in guardia sui pericoli delle immagini della fauna selvatica manipolate dall’intelligenza artificiale. Queste rappresentazioni inventate possono travisare il mondo naturale e creare inutili allarmi nel pubblico. La condivisione di contenuti non verificati senza controllo può diffondere rapidamente la disinformazione, minando la fiducia negli autentici sforzi di conservazione.

La lezione è chiara: mettere sempre in discussione l’autenticità del contenuto virale sugli animali prima di condividerlo.

L’incidente serve a ricordare che le informazioni visive online non sono sempre ciò che sembrano e che la valutazione critica è cruciale nell’era dei media generati dall’intelligenza artificiale.