Gli astronomi cercano attentamente il lander lunare sovietico perduto

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Per quasi sessant’anni, il primo oggetto realizzato dall’uomo ad atterrare con successo sulla Luna – la navicella spaziale Luna 9 dell’Unione Sovietica – è rimasto perduto. Ora, un team internazionale di scienziati ritiene di essere più vicino che mai a localizzarlo. Utilizzando un programma avanzato di apprendimento automatico, hanno identificato potenziali posizioni all’interno di un’area di ricerca limitata, come dettagliato in un recente studio pubblicato su npj Space Exploration.

Il mistero della scomparsa di Luna 9

Mentre gli Stati Uniti alla fine vinsero la corsa allo spazio per far sbarcare un essere umano sulla Luna nel 1969, i sovietici erano in vantaggio negli atterraggi lunari robotici. Il 3 febbraio 1966, Luna 9 effettuò con successo il primo atterraggio morbido sulla superficie lunare e trasmise le prime fotografie di un altro corpo celeste.

Tuttavia, a differenza dei ben documentati siti di atterraggio dell’Apollo, la posizione precisa di Luna 9 rimase sconosciuta per decenni. Ciò è in parte dovuto a calcoli obsoleti e al metodo di atterraggio unico del veicolo spaziale. Luna 9 ha utilizzato una capsula sferica con ammortizzatori gonfiabili per attutire la sua discesa, facendola rimbalzare prima di depositarsi in superficie. I sovietici pubblicarono le coordinate stimate sul quotidiano Pravda, ma queste si rivelarono imprecise. La Lunar Reconnaissance Orbiter Camera (LROC) della NASA ha confermato nel 2009 che il lander non era dove avrebbe dovuto essere e potrebbe essere a miglia di distanza dalla rotta.

La svolta di YOLO-ETA

Per far avanzare la ricerca, il data scientist Lewis Pinault dell’University College di Londra ha sviluppato un algoritmo di apprendimento automatico chiamato You-Only-Look-Once—Extraterrestrial Artifact (YOLO-ETA). Il programma è stato addestrato sulle immagini LROC dei siti di atterraggio dell’Apollo per identificare le sottili caratteristiche superficiali create dai lander.

Dopo rigorosi test sulle immagini del lander Luna 16 (1970), YOLO-ETA ha dimostrato un’elevata precisione nel localizzare i disturbi artificiali sulla superficie lunare. I ricercatori hanno quindi incaricato il programma di scansionare l’area di 3,1 x 3,1 miglia dall’articolo della Pravda. YOLO-ETA ha identificato diverse possibili posizioni che mostrano potenziali segni dell’impatto di un lander sul suolo lunare.

Conferme all’orizzonte

Il mistero potrebbe presto essere risolto. L’orbiter indiano Chandrayaan-2 passerà sopra l’area di ricerca nel marzo 2026 durante la sua missione di mappatura della superficie in corso. I dati ad alta definizione di Chandrayaan-2 consentiranno ai ricercatori di verificare le previsioni di YOLO-ETA e infine individuare il luogo di riposo di Luna 9, ponendo potenzialmente fine a un mistero spaziale lungo sei decenni.

La ricerca di Luna 9 evidenzia le sfide in corso nell’esplorazione lunare, anche per oggetti che sappiamo essere stati schierati con successo. La sua riscoperta rappresenterebbe un risultato storico significativo, dimostrando come la tecnologia moderna possa recuperare pezzi perduti della storia dello spazio.

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