Il nuovo esame di matematica basato sull’intelligenza artificiale testa le macchine su problemi irrisolti

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I migliori matematici hanno lanciato “First Proof”, una sfida unica progettata per testare rigorosamente le capacità matematiche dell’intelligenza artificiale. L’esame presenta ai sistemi di intelligenza artificiale problemi reali e irrisolti tratti direttamente dalla ricerca attuale, dando loro una settimana per trovare soluzioni. Ciò segna un passo significativo oltre i test esistenti, che spesso si basano su set di dati preesistenti o su problemi di concorrenza.

Il problema con gli attuali test di matematica sull’intelligenza artificiale

I precedenti tentativi di valutare l’abilità matematica dell’intelligenza artificiale si sono rivelati imperfetti. Sebbene modelli come Gemini Deep Think di Google abbiano ottenuto punteggi elevati alle Olimpiadi internazionali della matematica, questi test utilizzano problemi standardizzati che non rispecchiano la ricerca reale. Inoltre, alcune “soluzioni” generate dall’intelligenza artificiale si sono rivelate riscoperte di oscure prove precedentemente pubblicate: essenzialmente sofisticate ricerche bibliografiche mascherate da opere originali. Come osserva il professore di Yale Daniel Spielman, molte scoperte riportate provengono dalle stesse aziende che sviluppano l’intelligenza artificiale, sollevando dubbi sull’obiettività.

Prima prova: un esperimento controllato

L’iniziativa First Proof mira a correggere questi problemi. Undici matematici di spicco, tra cui un vincitore della medaglia Fields, hanno creato problemi originali che non sono mai apparsi in nessun dato di addestramento dell’IA. Le soluzioni sono crittografate e verranno rivelate il 13 febbraio, garantendo un test equo.

I problemi non sono progettati per essere teoremi rivoluzionari, ma piuttosto “lemmi”: ​​piccoli passi essenziali in dimostrazioni più ampie. Questi sono i tipi di calcoli noiosi, ma cruciali, che consumano il tempo dei matematici. Risolverli dimostrerebbe il potenziale dell’intelligenza artificiale per accelerare la ricerca automatizzando questi compiti fondamentali.

Perché è importante: il futuro dell’intelligenza artificiale in matematica

L’attenzione all’utilità pratica piuttosto che ai risultati appariscenti è fondamentale. Il matematico Andrew Sutherland suggerisce che l’impatto a breve termine dell’intelligenza artificiale si farà sentire non nella risoluzione di grandi problemi irrisolti, ma nel diventare uno strumento indispensabile per i matematici che lavorano. Se l’intelligenza artificiale fosse in grado di gestire in modo affidabile il “lavoro noioso” della dimostrazione di teoremi, potrebbe consentire ai ricercatori di concentrarsi su compiti più creativi e concettuali.

“Questo potrebbe essere l’anno in cui molte più persone inizieranno a prestare attenzione”
– Andrew Sutherland, MIT

La Prima Prova non è solo un test; è un punto di riferimento per il futuro della matematica assistita dall’intelligenza artificiale, con il potenziale di rimodellare il modo in cui viene condotta la ricerca.

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