Gli orsi non vanno in letargo: cosa fanno effettivamente in inverno

Per secoli, l’immagine degli orsi che dormono durante l’inverno è stata radicata nelle nostre menti. Ma la verità è molto più sfumata: gli orsi in realtà non vanno in letargo come fanno molti altri animali. Entrano invece in uno stato chiamato torpore, un adattamento affascinante con implicazioni sia per la biologia animale che per la salute umana.

La differenza tra ibernazione e torpore

Il vero letargo, osservato in animali come gli scoiattoli di terra, comporta un drastico rallentamento delle funzioni corporee. Il battito cardiaco, la respirazione e la temperatura corporea precipitano a livelli prossimi allo zero, risparmiando energia per sopravvivere a mesi di scarsità. Gli orsi, tuttavia, sperimentano una forma più blanda di conservazione dell’energia. Anche se la frequenza cardiaca e la temperatura corporea diminuiscono, rimangono molto più vigili e mobili.

Il torpore è involontario, innescato dalla scarsità di cibo, mentre l’ibernazione è una risposta più deliberata a segnali ambientali come l’accorciamento delle giornate. Gli orsi nelle regioni con disponibilità di cibo tutto l’anno, come gli orsi del sole nel sud-est asiatico, non entrano affatto nel torpore. Ciò evidenzia il ruolo cruciale della dieta nel dettare le strategie di sopravvivenza.

Come cambia il corpo di un orso durante il torpore

A differenza degli animali ibernati che immagazzinano il cibo, gli orsi fanno molto affidamento sulle riserve di grasso – che a volte costituiscono il 30% del loro peso corporeo – per alimentare il rallentamento invernale. La loro frequenza cardiaca diminuisce di circa il 77%, rispetto al calo del 99% osservato negli scoiattoli in letargo. La temperatura corporea scende di un modesto 8-12°F, non i cali drastici osservati nei mammiferi più piccoli.

Ciò consente agli orsi di rimanere relativamente reattivi. Cambiano periodicamente posizione nelle loro tane per prevenire piaghe da decubito e conservare il calore, dimostrando un livello di consapevolezza assente nel letargo profondo.

Perché gli orsi non dormono veramente per tutto l’inverno

Le femmine di orso, singolarmente, partoriscono e allattano i cuccioli durante il torpore. Sorprendentemente, gli orsi non rimangono veramente incinti fino all’inverno. Le uova fecondate rimangono dormienti finché la femmina non ha accumulato riserve di grasso sufficienti, garantendo una gestazione di successo.

La durata del torpore varia: gli orsi dell’Alaska che vivono nelle zone più calde possono entrarvi solo per due mesi, mentre quelli che vivono in climi più rigidi possono rimanere in questo stato per sette. Gli orsi in cattività, nutriti costantemente, spesso saltano del tutto il torpore, portandoli talvolta all’obesità. I panda giganti, nonostante facciano affidamento sul bambù a basso contenuto calorico, evitano il torpore migrando ad altitudini più basse anziché immagazzinare grasso.

Torpore e salute umana: cosa possiamo imparare

Gli scienziati sono sempre più interessati al torpore degli orsi per le sue potenziali applicazioni mediche. I meccanismi che consentono agli orsi di aumentare di peso senza danni metabolici, sopportare una prolungata inattività senza coaguli di sangue e mantenere la massa muscolare potrebbero rappresentare la chiave per il trattamento delle condizioni umane.

Lo studio delle proteine ​​del sangue degli orsi e dei cambiamenti del ritmo circadiano durante il torpore potrebbe portare a terapie per pazienti ospedalieri a lungo termine, lavoratori a turni e persino per coloro che soffrono di patologie cardiache.

In conclusione, anche se l’immagine degli orsi in letargo persiste, la realtà è un processo più complesso e scientificamente affascinante. Gli orsi non dormono durante l’inverno; sopravvivono attraverso un adattamento unico che può contenere preziose lezioni per la medicina umana.

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