Le prime valutazioni successive alle missioni Apollo suggerivano che la Luna fosse completamente priva di acqua. Tuttavia, decenni di ricerche successive hanno rivelato tracce, con accenni allettanti di consistenti depositi di ghiaccio nelle regioni permanentemente in ombra (PSR) vicino al polo sud lunare. Un nuovo studio pubblicato su Science Advances mette in dubbio queste aspettative, suggerendo che le PSR lunari contengono significativamente meno acqua di quanto stimato in precedenza e molte potrebbero essere del tutto prive di ghiaccio superficiale.
I dati ShadowCam rivelano una presenza limitata di ghiaccio
I ricercatori hanno analizzato le immagini ad alta risoluzione dello strumento ShadowCam della NASA a bordo del Korea Pathfinder Lunar Orbiter. I risultati indicano che nella maggior parte dei crateri più scuri della Luna, l’acqua costituisce meno del 20-30% del materiale in peso. Molti PSR sembrano non avere alcun ghiaccio superficiale. Il geologo planetario Shuai Li, autore principale dello studio, afferma: “Sulla base dei dati che abbiamo ora… siamo abbastanza sicuri che ci sia ghiaccio sulla superficie”, ma la quantità rimane un’incognita critica.
Questa scarsità ha implicazioni per le future missioni lunari, che potrebbero sperare di estrarre acqua per bere, propellente o analisi scientifiche. La quantità di acqua disponibile influenzerà direttamente la vitalità delle basi lunari a lungo termine.
Origini e significato dell’acqua lunare
La maggior parte dell’acqua della Luna probabilmente è arrivata tramite l’impatto di asteroidi e comete circa quattro miliardi di anni fa. Mappare la sua distribuzione potrebbe fornire informazioni sulla composizione dei primi proiettili del sistema solare, una questione chiave nella scienza planetaria. L’acqua potrebbe non essere depositata direttamente dagli impatti, ma piuttosto accumulata attraverso un processo di “intrappolamento a freddo” in cui il vapore acqueo proveniente dagli impatti o il vento solare si condensa in crateri freddi. Questo processo è stato osservato anche su Mercurio e Cerere, suggerendo meccanismi comuni per l’accumulo di acqua nelle regioni fredde e buie del sistema solare.
Sono necessarie esplorazioni future per risposte definitive
Lo studio stabilisce un limite superiore all’abbondanza di ghiaccio superficiale, ma lascia aperta la possibilità di depositi nel sottosuolo. Sono necessari strumenti migliori per rilevare anche tracce di acqua nel suolo lunare. Tuttavia, molti esperti ritengono che l’esplorazione in situ, comprese le missioni robotiche e umane, sarà essenziale per ottenere risposte definitive. Come osserva David Kring, leader del Center for Lunar Science & Exploration, le misurazioni orbitali sono preziose, ma l’esplorazione “con gli stivali a terra” è l’unico modo per risolvere questo mistero.
La ricerca dell’acqua lunare è lungi dall’essere finita. Sebbene le prove attuali suggeriscano riserve superficiali limitate, ulteriori indagini saranno vitali per determinare se la Luna può fungere da fonte d’acqua sostenibile per la futura esplorazione spaziale.
