Per milioni di persone che utilizzano farmaci dimagranti di successo come Wegovy, Ozempic, Zepbound o Mounjaro, i risultati sono spesso trasformativi. Tuttavia, esiste un divario significativo in termini di efficacia: quasi un paziente su quattro non riesce a vedere una perdita di peso significativa o miglioramenti della salute.
Mentre i medici attribuiscono da tempo queste differenze allo stile di vita o al metabolismo, una nuova ricerca suggerisce che il nostro DNA potrebbe essere il pezzo mancante del puzzle.
La connessione genetica alla perdita di peso
Uno studio pubblicato su Nature, utilizzando dati genetici di quasi 28.000 individui tramite 23andMe, ha identificato marcatori genetici specifici che influenzano l’efficacia dei farmaci GLP-1.
I ricercatori si sono concentrati sul gene GLP1R, responsabile della creazione dei recettori mirati da questi farmaci per innescare la sazietà (la sensazione di pienezza). Lo studio ha trovato una variante specifica, nota come rs10305420, che sembra aumentare l’efficacia del farmaco:
- Una copia della variante: i partecipanti hanno perso in media 1,7 chili in più rispetto a quelli senza.
- Due copie della variante: i partecipanti hanno perso in media più di 3 chili in più rispetto a quelli senza.
Sebbene pochi chili possano sembrare modesti, i ricercatori notano che in una popolazione in cui la perdita di peso media è di circa 25 chili, anche piccoli guadagni incrementali sono significativi. A livello di salute pubblica, anche una riduzione del 5% del peso corporeo può portare a notevoli miglioramenti nel colesterolo e nella salute cardiovascolare.
Come funziona: più recettori, più risultati
Perché questa specifica stranezza genetica è importante? Gli scienziati ipotizzano che questa variante possa migliorare l’efficienza del trasporto dei recettori sulla superficie della cellula.
“La variante genetica che abbiamo trovato si trova proprio in questo gene [per] il recettore GLP-1, che sembra essere il bersaglio di questi farmaci,” spiega Adam Auton, vicepresidente della genetica umana presso il 23andMe Research Institute.
In sostanza, più recettori sulla superficie cellulare significano più “stazioni di aggancio” a cui il farmaco può legarsi, rendendo potenzialmente il segnale di smettere di mangiare molto più forte. È interessante notare che questa variante è anche collegata a un rischio più elevato di effetti collaterali gastrointestinali. Anche se spiacevoli, l’aumento della nausea e la soppressione dell’appetito possono contribuire indirettamente alla perdita di peso riducendo l’apporto calorico.
La complessità degli effetti collaterali e dei tipi di farmaci
Lo studio ha anche approfondito il motivo per cui farmaci diversi causano reazioni diverse. Ad esempio, il tirzepatide (Zepbound/Mounjaro) prende di mira sia i recettori GLP-1 che quelli GIP, mentre il semaglutide (Wegovy/Ozempic) si concentra sul GLP-1.
I ricercatori hanno identificato una seconda variante (rs1800437 ) nel gene GIPR che influisce specificamente sul modo in cui le persone reagiscono alla tirzepatide.
– Le persone con questa variante hanno manifestato nausea e vomito peggiori.
– L’impatto è aggravato se combinato con la prima variante; Si stima che gli individui che possiedono entrambi i marcatori genetici abbiano 15 volte più probabilità di manifestare vomito quando trattati con tirzepatide.
Il percorso verso la medicina personalizzata
Questa ricerca rappresenta una “prova di concetto” per il futuro della medicina di precisione. Se i medici potessero eventualmente utilizzare i test genetici per prevedere la risposta ai farmaci, potrebbero prescrivere il farmaco più efficace per la biologia specifica di un paziente fin dal primo giorno, riducendo al minimo tentativi ed errori.
Gli esperti però invitano alla cautela. La genetica è solo una parte di un’equazione complessa. Diversi fattori determinano ancora il successo, tra cui:
– Dati demografici: Età e sesso.
– Stato di salute: Condizioni esistenti come il diabete.
– Stile di vita: Dieta e attività fisica.
– Gap nella diversità: i risultati attuali si basano in gran parte su popolazioni di origine europea e mediorientale, il che significa che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere in che modo queste varianti influenzano le diverse popolazioni globali.
Conclusione
Anche se la genetica gioca un ruolo misurabile nella quantità di peso che una persona perde con i farmaci GLP-1, non è l’unico fattore. Il futuro del trattamento dell’obesità risiede in un approccio olistico che combina conoscenze genetiche con una profonda comprensione della salute generale e dello stile di vita di un individuo.

























