La nuova corsa lunare: la NASA contrappone SpaceX a Blue Origin nel test in orbita terrestre

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Il successo dello schianto della missione Artemis II ha segnato una pietra miliare significativa nella corsa allo spazio geopolitica tra Stati Uniti e Cina. Tuttavia, la NASA sta ora rivolgendo la sua attenzione a un diverso tipo di competizione: una rivalità “locale” ad alto rischio tra due giganti aerospaziali americani, SpaceX e Blue Origin.

Mentre la NASA si prepara per la missione Artemis III, ora prevista per il 2027, l’agenzia sta cambiando la sua strategia per favorire la concorrenza e garantire la ridondanza della missione testando due tecnologie di lander lunari molto diverse.

Un perno strategico: test in orbita terrestre

In un notevole allontanamento dalla pianificazione precedente, la NASA ha ridisegnato la missione Artemis III per fungere da banco di prova tecnico nell’orbita terrestre piuttosto che sulla Luna. Questo cambiamento rispecchia la storica missione Apollo 9 del 1969, che testò le manovre del modulo lunare mentre era ancora nelle vicinanze della Terra.

Questa decisione ha diversi scopi critici:
Mitigazione del rischio: effettuando manovre di attracco vicino alla Terra, la NASA garantisce che se qualcosa va storto, l’equipaggio può tornare a casa rapidamente.
Convalida tecnologica: la missione verificherà se la capsula Orion può incontrarsi e attraccare con successo con un lander SpaceX o Blue Origin.
Ridondanza: la NASA mira a sviluppare capacità “dissimili”. Avendo due diversi progetti di lander, l’agenzia non dipende dal successo o dal fallimento di un singolo fornitore.

“Qualunque sia il lander pronto a partire, lo accompagneremo”, afferma Lori Glaze, amministratore associato ad interim del Direttorato per le missioni di sviluppo dei sistemi di esplorazione della NASA.

I contendenti: due vie verso la luna

Le due società stanno sviluppando architetture fondamentalmente diverse per risolvere il problema della discesa lunare.

1. SpaceX: il Titano dei pesi massimi

Lo Starship Human Landing System (HLS) di SpaceX è un enorme veicolo riutilizzabile costruito sullo stadio superiore del razzo Starship.
Capacità: vanta un enorme potenziale di carico utile fino a 100 tonnellate di carico.
Design: è dotato di una struttura alta 172 piedi e utilizza una piattaforma elevatrice montata lateralmente per l’ingresso/uscita degli astronauti.
Stato attuale: sebbene SpaceX abbia raggiunto numerosi traguardi progettuali, l’attenzione dell’azienda si è recentemente spostata verso la costruzione di città lunari, aggiungendo un livello di complessità alla loro sequenza temporale di sviluppo.

2. Blue Origin: lo specialista della precisione

Il lander Mark 2 di Blue Origin offre un approccio più tradizionale, sebbene ancora altamente avanzato.
Capacità: è progettata per trasportare fino a 22 tonnellate di carico, significativamente inferiore a Starship, ma più mirato per esigenze di missione specifiche.
Design: Un contenitore riutilizzabile a quattro gambe alto 52 piedi che ricorda più da vicino l’estetica dell’era Apollo.
Stato attuale: L’azienda sta attualmente sviluppando internamente i suoi sistemi di supporto vitale e sta lavorando per una missione di solo carico “Pathfinder” sulla Luna entro la fine dell’anno.

La logistica del salto lunare

Nonostante i diversi progetti, entrambe le società devono affrontare lo stesso scoraggiante ostacolo tecnico: il rifornimento orbitale. Prima che uno dei lander possa dirigersi verso la Luna, la NASA deve eseguire con successo una serie di voli senza equipaggio per trasferire carburante alle petroliere in orbita terrestre. Si tratta di una procedura relativamente non testata, essenziale per i viaggi nello spazio profondo.

Inoltre, la sequenza temporale è incredibilmente aggressiva. L’obiettivo finale della NASA è una base lunare da 30 miliardi di dollari entro il 2036. Per raggiungere questo obiettivo, l’agenzia deve mantenere una rapida “cadenza” di lanci, tra cui:
– Atterraggi e ritorni di prova senza equipaggio riusciti.
– Lo spiegamento di rover precursori (come la missione VIPER per la ricerca del ghiaccio d’acqua).
– Lo sviluppo di nuovo hardware, come le tute spaziali Axiom.

Perché è importante

La NASA si sta allontanando dal suo approccio burocratico tradizionalmente cauto e lento a favore di un modello competitivo e ad alta velocità. L’amministratore Jared Isaacman ha espresso apertamente la necessità di superare “Word e PowerPoint” per evitare i miliardi sprecati e gli anni persi che hanno afflitto i decenni precedenti.

Mettendo SpaceX contro Blue Origin, la NASA non sta solo cercando la migliore tecnologia; sta tentando di costruire un robusto ecosistema multi-fornitore in grado di sostenere una presenza umana permanente sulla Luna.


Conclusione: La NASA sta scommettendo su un modello competitivo ad alta velocità testando due distinte tecnologie di lander nell’orbita terrestre. Questa strategia mira a mitigare i rischi e costruire le infrastrutture necessarie per supportare una base lunare permanente entro il 2036.

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