Lo sbarco sulla Luna della NASA nel 2028 è a rischio a causa dei ritardi nello sviluppo della tuta spaziale

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L’ambizioso obiettivo della NASA di riportare gli esseri umani sulla superficie lunare entro il 2028 si trova ad affrontare un ostacolo significativo. Un nuovo rapporto dell’Office of Inspector General (OIG) dell’agenzia avverte che i ritardi nello sviluppo di tute spaziali di prossima generazione potrebbero far deragliare la missione Artemis IV e lasciare gli astronauti senza attrezzature essenziali per l’esplorazione lunare.

La necessità di modernizzazione

L’urgenza di nuove attrezzature deriva da un divario tecnologico critico. Le attuali tute per attività extraveicolari (EVA) della NASA, utilizzate per le passeggiate spaziali sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), stanno invecchiando tecnologia basata su progetti di oltre 50 anni fa. Non hanno visto aggiornamenti importanti negli ultimi due decenni, e le tute dell’era Apollo utilizzate negli anni ’60 e ’70 sono del tutto obsolete per le missioni moderne.

Per risolvere questo problema, la NASA ha stipulato contratti ad alto rischio del valore fino a 3,1 miliardi di dollari per sviluppare nuove tute sia per la microgravità (ISS) che per gli ambienti lunari. Tuttavia, la strategia di esternalizzazione dello sviluppo al settore privato ha incontrato notevoli attriti:

  • Variazioni contrattuali: Originariamente, la NASA collaborava sia con Axiom Space che con Collins Aerospace. Tuttavia, la Collins Aerospace si ritirò nel 2024 dopo non aver rispettato le rigide scadenze della NASA.
  • Il fornitore unico: Axiom Space è ora l’unica azienda rimasta a soddisfare questi requisiti critici.
  • Tempistiche non realistiche: Il rapporto OIG definisce i precedenti programmi della NASA, che miravano alle dimostrazioni della tuta lunare nel 2025 e ai test sulla ISS nel 2026, come “eccessivamente ottimistici e in definitiva irraggiungibili”.

Rischi strategici e concorrenza nel settore privato

Il rapporto dell’OIG evidenzia un cambiamento fondamentale nel modo in cui la NASA gestisce l’hardware mission-critical. Invece di sviluppare queste tute internamente, la NASA ha deciso di affittarle da appaltatori privati. Questa decisione è stata motivata dal fatto che il mercato commerciale per le tute spaziali specializzate è molto limitato, rendendo lo sviluppo interno un’enorme impresa finanziaria.

Tuttavia, questa dipendenza da un gruppo limitato di appaltatori crea un collo di bottiglia. Mentre Axiom Space lavora per rispettare le scadenze, altri attori stanno emergendo:
SpaceX ha sviluppato la propria tuta per microgravità, che è stata testata durante la missione privata Polaris Dawn nel 2024.
– SpaceX ha indicato che i suoi progetti potrebbero potenzialmente essere adattati per l’uso lunare, presentando una potenziale alternativa se la linea temporale di Axiom continua a slittare.

Il problema del “collo di bottiglia”.

Il ritardo nello sviluppo della tuta crea un effetto domino per l’intero programma Artemis. Se Axiom Space non riesce a recuperare il ritardo, il rapporto avverte che le nuove tute potrebbero non essere pronte fino al 2031, mancando la finestra di atterraggio lunare del 2028 e la finestra di pensionamento del 2030 per la ISS.

Gli esperti suggeriscono che la tuta spaziale è spesso “l’ultimo pezzo del puzzle” nel volo spaziale umano, e il suo sviluppo è particolarmente difficile perché deve integrarsi perfettamente con altri sistemi non finalizzati.

“Questo rapporto mi porta a chiedermi quale sarà il collo di bottiglia critico per un atterraggio lunare con equipaggio nel 2028: il sistema di atterraggio o la tuta EVA”, afferma lo storico dello spazio Jordan Bimm.

La sfida è duplice:
1. Integrazione: il progetto finale del lander lunare Artemis è ancora in fase di definizione, rendendo difficile progettare una tuta che si adatti e funzioni perfettamente con la navicella.
2. Viabilità della missione: senza una tuta EVA funzionale, un atterraggio lunare perde gran parte del suo valore scientifico ed esplorativo, poiché gli astronauti non sarebbero in grado di salire sulla superficie.

Conclusione

La NASA è coinvolta in una complessa corsa per modernizzare il proprio hardware, gestendo al contempo una catena di fornitura frammentata di appaltatori privati. Per garantire il successo delle missioni Artemis, l’agenzia deve trovare un modo per sincronizzare lo sviluppo della tuta con l’evoluzione dei progetti dei lander lunari e le mutevoli tempistiche dei suoi partner commerciali.

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